venerdì 17 luglio 2015

Thanks and See you soon!

Ciao a tutti!
Scusate per l'enorme ritardo intanto, ma sono stati due mesi molto difficili e pieni di impegni.
Insomma, maggio è arrivato portandosi il mal tempo e l'ultimo mese.
Ho iniziato con il bel, bellissimo, tempo ed ho finito con la pioggia ed il freddo.
Forse il tempo irlandese ha seguito il mio umore. Chi lo sa.
Nove mesi sono passati.
Sono passati ed è difficile da credere e allo stesso tempo me ne sono dovuta accorgere.
L'ultimo mese in Irlanda ha portato, fino all'ultimo, nuove amicizie, nuove scoperte, nuove coscienze.
Ora guardando indietro mi rendo conto quanto ancora avrei voluto fare, ma sono stata stupida, troppo presa da tutto ma allo stesso tempo da niente.
Insomma, ai primi mesi dicevo "Ho ancora tempo", "Posso farlo dopo", "Ho il tempo"...
Ma il tempo non ce l'ho mai avuto. O meglio, non ho mai avuto il tempo che pensavo di avere.
Non dovevo stare in Irlanda per due anni, ma per nove mesi.
Nove mesi volano, nel vero senso della parola.
Non ho fatto in tempo a dire che era finito il primo mese che già ero al nono.
Non scherzo.
Al primo mese si pensa che si ha tutto il tempo del mondo, ma il fatto è che il tempo è poco e scivola tra le mani come fosse acqua.
I primi tre mesi sono stati spettacolari. Fantastici!
Tutto nuovo, tutto da conoscere, tutto da scoprire e da imparare.
Nuove esperienze: la prima volta in un paese straniero, la prima volta a vedere l'oceano, il mio primo compleanno all'estero, Natale senza la famiglia e amici.

Poi dopo Dicembre è arrivata la nostalgia e la tristezza.
Ho fatto i miei pianti, mi sono abbracciata il cuscino più volte e mi sono sfogata sia con familiari che amici.
Di famiglia parlo sia quella italiana che quella irlandese, mentre con amici solo quelli italiani.
Vi spiego: ho scoperto che l'Irlanda è un paese adatto per fare amicizia solo quando sei più grande. Mettete che dall'università in poi sia più facile perché le persone hanno la mentalità più aperta e gli studenti sono misti tra ragazzi e ragazze, da città e paesi diversi.
Allora, immaginate questi ragazzi e ragazze che per gran parte della loro adolescenza rimangono in queste scuole piccolissime, la maggior parte solo maschile o femminile, in queste cittadine altrettanto piccole, non hanno la possibilità di maturare ad un qualcosa di diverso.
In più ho avuto la sfortuna di ritrovarmi in questa scuola nella quale solo nella mia classe, più o meno 25 studentesse, c'erano altre 15 studentesse di scambio.
Insomma, non ho avuto proprio la possibilità di integrarmi come avrei dovuto fare.
Ho fatto tutto ciò che era in mio potere a mio avviso.

Tuttavia non pensate che non sia stata un'esperienza positiva la mia, perchè è stata la miglior cosa che mi è accaduta in tutta la mia vita fin ora.
Se potessi partirei domani stesso per ripeterla, magari in paesi diversi.
Ciò che ha reso la mia esperienza bellissima è stata la mia Host Family, la cosa più bella di questo mondo.
Per me loro significano famiglia. Ognuno di loro ha per me un ruolo molto importante.
Ho trovato dei nonni, delle sorelle e fratelli, dei nipoti/cuginetti, amici di famiglia.
Insomma, è come se la mia famiglia naturale si fosse allargata.
Una sensazione bellissima. Io ho una casa irlandese a cui fare ritorno, a cui fare riferimento.
So che loro saranno sempre lì per me. Sempre e comunque, perchè loro sono Famiglia. Ohana come direbbe Stitch.
Ho trovato me stessa grazie a loro, o almeno, mi sono molto avvicinata a capirmi, a capire chi sono e cosa voglio diventare.
Ho avuto molto tempo per pensare in questi nove mesi, poiché sicuramente non avevo l'opportunità di uscire con gli amici.
Ho pensato a me, alla mia famiglia, ai miei amici, al mio paese.
Ho pensato e ripensato, tanto che adesso mi ritengo un pensatore professionista.

L'ultima settimana è stata orribile.
La più brutta della mia vita.
Dire "addio" non è facile. Non è facile per nulla.
Anche se so e sapevo che non era e non è un addio non avevo e non ho le certezze che un giorno potrò mai vedere la mia famiglia irlandese. Non ho la certezza che tornerò.
Sono spaventata per questo.
Non è stato facile abbracciarli singhiozzando e sentire le loro lacrime e i loro singhiozzi così simili ai miei. Non è stato facile sentire le loro voci rotte che mi dicevano "I love you, we'll miss you".
Non è stato facile.
Ed è stato altrettanto difficile andare oltre quella porta che mi avrebbe portato al mio nuovo vecchio futuro, senza loro che mi avrebbero salutato la mattina, senza di loro che mi avrebbero confortata e fatta ridere, senza loro che, con il loro essere loro stessi mi amavano così profondamente, tanto che mi hanno dato la forza per amare me stessa.
I pianti sono stati anche fatti sull'aereo. Più volte. Ripetutamente.
Ma in fondo, che importa che qualcuno ti veda piangere quando scopri che sei stata veramente amata?
Niente. Ve lo dico io.

Tornata in Italia, quel 30 maggio 2015, ho pianto ancora grazie alla mia famiglia: a mio padre, a mia madre, a mio fratello e alla sorpresa dei miei amici.
Tutt'ora tengo il cartellone fatto da loro con scritto "Bentornata" sopra il mio letto.
E' vero sono tornata, forse fisicamente, ma non mentalmente, o perlomeno sentimentalmente.
Il primo mese è passato veloce dopo il ritorno, come in un sogno.
Come se dovessi ripartire poco dopo.
Sopraffatta dalle vecchie/nuove abitudini, dallo stare vicina alla mia famiglia, ai miei bellissimi amici.
Solo che ora, il mio ritorno, quel "Bentornata", mi fa realizzare che ora sono qui e questo mio sogno è finito. Questo sogno che ho sognato per anni.
Oggi un mio amico è partito per l'America, per un'avventura uguale alla mia.
Sperò che avrà il suo Teenage Dream. Spero che avrà ciò che io non ho potuto avere.
Magari io non ho avuto il mio Teenage Dream, ma ho avuto ciò di cui avevo bisogno.
Avevo bisogno di scoprire chi ero, avevo bisogno di un amore differente, di un'aria diversa.
E l'ho avuta, eccome. E sono felice così.

Sicuramente il mio cammino non è finito così perché ho altri progetti in testa, ho altre mete, e altri sogni.
Chi ha detto che una persona può aver solo un sogno?
Nessuno!
Ragazzi, continuate a sognare e a lavorare duramente per realizzare i vostri sogni. Ridete in faccia a chiunque vi dica che i vostri sogni sono impossibili, poichè chi dice così sono quelli che non hanno lavorato per i loro sogni. Sono quelli che hanno aspettato che i loro sogni si realizzassero pe rmagia.
Non succede così, lavorate duramente per mettere quei vostri sogni su tela, come un pittore con il suo quadro.
Dipingete con i vostri colori preferiti, usate gli strumenti che amate di più, usate le dita delle mani, il naso, la bocca, gli occhi.
Aprite i sensi, buttate giù quelle porte che altri vi hanno chiuso in faccia.
Fate vedere a tutti ma soprattutto a voi stessi che VOLERE E' POTERE!.

Grazie per avermi seguita in questo mio lungo viaggio, vi auguro il meglio e chi sa, magari in un futuro farò un altro blog!

Bye,
Love
Serena                                                                                                                   17/07/2015