Ciao a tutti!
Dovevo scrivere questo post cinque giorni fa, come minimo, ma lo scrivo solo oggi per forze superiori (pigrizia).
Comunque, ho passato tre giorni a Roma perché l'agenzia che mi ha permesso di partire per un anno ha organizzato un incontro di tutti i ragazzi che andranno all'estero.
In questi giorni ci hanno fatto fare delle attività propedeutiche per quello che andremo ad affrontare quando saremo soli.
Ma a questo ci arriveremo dopo.
Il primo giorno era cominciato già male: ritardo della partenza, traffico in autostrada, strade del kaiser, Autostrada del Sole senza sole e una coltre di nuvole nere che preannunciavano il secondo round di devastazione a Roma.
Come dicevano i giornali la Capitale era allagata. Metropolitane, stazioni, locali chiusi per l'acqua.
Potevo tranquillamente andare a Venezia che era uguale, insomma.
Comunque, ci siamo ritrovati il primo giorno, io e i miei (il "corso" sarebbe cominciato il secondo giorno), in un Motel subito fuori la Salaria che sembrava un posto adatto per i tossici, almeno da fuori. Dentro non era malaccio anche se la colazione era misera... Sul serio.
Comunque, dato il traffico dovuto all'acqua, all'orario e al fatto che eravamo a Roma ci abbiamo messo sì e no due ore per arrivare a Tiburtina (il tizio della reception ci aveva detto che ci avremmo messo dieci minuti, ma mi sa che si era dimenticato qualche informazione stradale utile).
Finalmente arrivati alla stazione abbiamo preso due metro per arrivare vicino piazza San Pietro.
Bella gita! Adoro l'arte romana. Purtroppo non abbiamo potuto vedere i Musei Vaticani dato il tempo (che per fortuna è stato clemente) e dato l'orario.
Va be', nonostante questo, siamo tornati sani e salvi al Motel e abbiamo passato una bella nottata (io avevo una camera matrimoniale tutta per me!!)..
Il giorno dopo sveglia presto e siamo partiti per andare proprio al centro di Roma nell'ostello nel quale avrei dovuto fare il corso prepartenza.
Insomma arrivati qui c'erano un sacco di ragazzi con le valigie pronti come non mai ad avventurarsi in questa pazzia.
Ci hanno divisi dai nostri genitori che avremmo rivisto solo il giorno dopo e ci hanno fatti accomodare in un'aula magna nella quale hanno fatto l'appello.
Eravamo una cinquantina di ragazzi più o meno. C'è chi doveva andare in Francia, chi in Inghilterra e chi, come me, in Irlanda. Pensavo di essere una delle poche che avesse scelto questo paese invece eravamo più di trenta. Che figata! Chi faceva i tre mesi, chi i sei e chi invece l'anno.
Alla fine abbiamo iniziato a fare delle attività che ci aiuteranno a capire cosa dobbiamo affrontare quando praticamente non avremo nessuno ad aiutarci se non noi stessi.
E' stato un full-immersion durato due giorni. Un full-immersion di mal di testa orribili. Non sono mai stata così concentrata!
Ci hanno spiegato che in certi momenti perderemo di vista gli obiettivi che ci siamo posti e daremo spazio alle paure. La paura della nostalgia, dell'essere soli, di non fare amici, di non farcela.
Saranno tanti questi momenti, ma non dobbiamo scoraggiarci perchè se abbiamo scelto di fare una cosa del genere è perchè ci siamo posti delle mete.
Ci hanno insegnato che gli stereotipi possono essere negativi o positivi, sta a noi decidere come usarli.
Oppure abbiamo imparato che per quanto possa essere diversa una persona almeno una cosa in comune potremo sempre trovarla!
Questo mi ha fatto pensare. Non sarò sola lì.
Ci sono stata delle testimonianze di tre ragazze che sono andate in Inghilterra, Francia e Irlanda.
E' stato molto interessante sentirle parlare della loro esperienza.
Ce ne sono stata di più brutte e di più belle, ma sempre esperienze.
La ragazza che è stata cinque mesi in Irlanda ha detto che è ingrassata un casino perchè il cibo era molto buono... per lo più patate.
Ha detto che ha incontrato persone favolose e che è andata in una scuola femminile.
Io non vedo l'ora di indossare la divisa...
L'organizzatrice di questo corso ci ha spiegato cosa dovremo fare nel momento del bisogno. Ci ha spiegato cosa fare se perdiamo la coincidenza dell'aereo (perchè saremo soli... già), se arrivati a destinazione non c'è la famiglia o il tutor, se la famiglia è stronza (può succedere), se succede qualcosa di strano a scuola... Sì, insomma, un botto di cose.
E' stato molto divertente e ho conosciuto persone fantastiche! Mi sento su Facebook con alcune di loro.
Dopo questi giorni, la mia voglia di partire è aumentata poiché i miei dubbi sono stati cancellati e le mie paure spazzate via... più o meno.
Spero che l'anno che passerò via sarà intenso e meraviglioso. Ho tantissime aspettative che spero verranno colte e apprese.
Non vedo l'ora.
Spero che questo post vi sia piaciuto e vi sia stato utile.
Bye bye,
See you soon
Serena
Ciao ragazzi, mi chiamo Serena e questo è il mio blog. Qui scriverò a proposito della mia esperienza da exchange student in Irlanda. Seguitemi qui e sul mio Instagram!
domenica 22 giugno 2014
martedì 10 giugno 2014
Eccoci qua!
Ciao a tutti,
mi chiamo Serena ed ho sedici anni.
Ho aperto questo blog perché tra tre mesi partirò per l'Irlanda! (Yeeeehi!)
Ho scelto di fare 10 mesi in un paese che conosco attraverso le cartoline, PS I Love You e le canzoni.
E' un sogno nel cassetto che ho dalle elementari.
Non sapevo ancora che paese avrei scelto, ma quando ho iniziato a capire che anche io ero a questo mondo (più o meno in seconda media), ho deciso di voler stare in un paese con cultura, arte, storia e belle persone.
Gli Stati Uniti li ho scartati perché mi sembrava che non potessero darmi niente. Li trovavo abbastanza scontati e lontani.
L'Inghilterra non l'ho scelta perché è cara e già i miei pagheranno molto per me nel giro di questo prossimo anno.
Be', era rimasta L'Irlanda.
Che dire, è stato amore.
Fin da piccola mio fratello era solito farmi ascoltare musica Irlandese (Dubliners, Dropkick Murphys, Flogging Molly, Celtic Women...) e in questo modo mi ha conquistata.
Poi è arrivato il momento di informarmi da sola su questo paese ed ho scoperto tutto e di più!
Paesaggi, posti meravigliosi, pub, cultura, storie, folklore, la lingua.
Mamma mia, era un miscuglio di tutte quelle cose che da bambina mi avevano fatto sognare.
Ogni volta che penso a questo paese immagino foreste enormi con sprazzi di luce qua e là che penetrano tra le fronde degli alberi, una musica celtica che si fa strada tra i rami e tante piccole creature mitologiche che saltano tra una radice e l'altra.
Sì, insomma, sono molto eccentrica e fantasiosa, ma è per questo che voglio visitare l'Irlanda.
Certo, sarà dura e per niente facile stare lontano dalla famiglia, dagli amici e dalla propria casa, ma non sono preoccupata per questo.
Per ora ho la mente piena di verde, di colline, di elfi e di gaelico.
Mamma mia, non vedo l'ora.
Credo di aver scritto un bel po'.
Be', grazie per aver letto e spero che seguirete questo blog non che la mia avventura irlandese.
Ciao a tutti,
Serena
mi chiamo Serena ed ho sedici anni.
Ho aperto questo blog perché tra tre mesi partirò per l'Irlanda! (Yeeeehi!)
Ho scelto di fare 10 mesi in un paese che conosco attraverso le cartoline, PS I Love You e le canzoni.
E' un sogno nel cassetto che ho dalle elementari.
Non sapevo ancora che paese avrei scelto, ma quando ho iniziato a capire che anche io ero a questo mondo (più o meno in seconda media), ho deciso di voler stare in un paese con cultura, arte, storia e belle persone.
Gli Stati Uniti li ho scartati perché mi sembrava che non potessero darmi niente. Li trovavo abbastanza scontati e lontani.
L'Inghilterra non l'ho scelta perché è cara e già i miei pagheranno molto per me nel giro di questo prossimo anno.
Be', era rimasta L'Irlanda.
Che dire, è stato amore.
Fin da piccola mio fratello era solito farmi ascoltare musica Irlandese (Dubliners, Dropkick Murphys, Flogging Molly, Celtic Women...) e in questo modo mi ha conquistata.
Poi è arrivato il momento di informarmi da sola su questo paese ed ho scoperto tutto e di più!
Paesaggi, posti meravigliosi, pub, cultura, storie, folklore, la lingua.
Mamma mia, era un miscuglio di tutte quelle cose che da bambina mi avevano fatto sognare.
Ogni volta che penso a questo paese immagino foreste enormi con sprazzi di luce qua e là che penetrano tra le fronde degli alberi, una musica celtica che si fa strada tra i rami e tante piccole creature mitologiche che saltano tra una radice e l'altra.
Sì, insomma, sono molto eccentrica e fantasiosa, ma è per questo che voglio visitare l'Irlanda.
Certo, sarà dura e per niente facile stare lontano dalla famiglia, dagli amici e dalla propria casa, ma non sono preoccupata per questo.
Per ora ho la mente piena di verde, di colline, di elfi e di gaelico.
Mamma mia, non vedo l'ora.
Credo di aver scritto un bel po'.
Be', grazie per aver letto e spero che seguirete questo blog non che la mia avventura irlandese.
Ciao a tutti,
Serena
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